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giovedì 29 novembre 2018

Te lo spiego con un film: IL COACH


Coach Carter è un film che ho visto diversi anni fa, e che ogni volta che mi capita di riguardare mi piace moltissimo. 

Trovo che, al contrario della serie presentata in un precedente post , "13 reasons why", veicoli un messaggio molto positivo per i giovani adolescenti di oggi. Il messaggio che davanti alle difficoltà, per quanto siano grandi e apparire a tratti insormontabili, c'è sempre una strada alternativa da percorrere, c'è qualcuno che può aiutare, e un futuro migliore al quale ambire. 

Lo trovo un film ricco di energia e carico di speranza!

In un mio personale immaginario, mi piacerebbe collocare un coach Carter in ogni singola scuola italiana, e probabilmente sarebbe piaciuto anche a me averne avuto uno a suo tempo. 

Un film che consiglio a tutti, genitori, adolescenti, insegnanti, e per il quale posso augurarvi: buona visione!


lunedì 19 novembre 2018

I professionisti della psiche: IL COACH


Sempre più spesso si sente parlare di nuove figure emergenti che a volte hanno nomi inglesi e di difficile interpretazione, per esempio: il COACH o il COUNSELLOR, di cui poi se ne possono distinguere un'infinità di tipologie: life coach, personal coach, smiling coach, career coach, business coach, counsellor relazionale ecc. 

Questa settimana ci occupiamo di quest'ultima figura; cerchiamo di fare un po' di chiarezza e conoscerla più da vicino.

Cos'è il coaching?
E' un rapporto tra coach e cliente con lo scopo di aiutare quest’ultimo ad ottenere risultati ottimali in ambito sia lavorativo che personale. Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita.

Chi è il coach?
E' colui che ti guida al raggiungimento dell'obiettivo.

Qual è la sua formazione?
Non esiste un percorso standard, ogni centro di formazione elabora i propri criteri di insegnamento e di conseguenza i propri tempi,per esempio:
- “Master 1° livello (48 ore) = 6 GIORNI, Master di 2° livello (80 ore) = 10 GIORNI” 
- “10 giornate di 8 ore (80 ore complessive di lezione in aula) con un intervallo tra loro di almeno 15 giorni per consentire l’esercitazione pratica e la riflessione attiva” 
- 10 h in almeno 3 mesi 
- durata 3 mesi per il corso e 4 per master e pro
- ecc..

A chi si rivolgono questi corsi e quali sono i criteri di accesso a queste scuole?
Anche in questo caso, non ci sono criteri precisi, per esempio:
Testo tratto dal sito http://www.corso-mental-coaching.it/master-in-coaching-2/
"Persone empatiche e disponibili, capaci di ascoltare gli altri e quindi naturalmente predisposte al coaching; motivate e determinate a rafforzare le loro capacità per poter aiutare efficacemente gli altri a migliorarsi"

Quali strumenti usa?
L'aiuto verbale nel definire i propri obiettivi e metodologie centrate sulla soluzione e orientate verso il risultato piuttosto che verso il problema.

Come verificare la sua identità?
Testo tratto, in data 07.11.2018  dal sito: http://www.scuoladicoaching.net/faq-domande-frequenti 
"Attualmente non esiste alcun Ordine o Albo professionale, non esistono esami, percorsi, master che possano certificare le competenze di Coaching. Le varie Associazioni nazionali e internazionali non garantiscono nessuna qualità e nessuna sicurezza sul mercato del lavoro. Coloro che utilizzano la nomenclatura “Master”, ad esempio, abusano di un titolo Universitario come leva commerciale. Invitiamo tutti a vigilare e a diffidare di coloro che utilizzano falsi riconoscimenti non comprovanti alcuna garanzia contenutistica e valore professionale."

Non esiste un Albo di categoria o un elenco, ma tanti siti diversi a cui potersi iscrivere.
Alla pagina  https://www.cnel.it/Comunicazione-e-Stampa/Attivit%C3%A0-del-CNEL/Altre-Banche-Dati/Professioni-non-regolamentate-Non-pi%C3%B9-alimentata/Associazioni-professionali-parere-del-CNEL del consiglio nazionale economia e lavoro è possibile trovare un elenco delle associazioni delle professioni non regolamentate.

Questo breve escursus alla scoperta delle figure professionali nel mondo PSI è terminato, vi saluto con la speranza di aver aiutato a fare chiarezza.





lunedì 12 novembre 2018

Te lo spiego con un film: IL COUNSELLOR


Ho iniziato a guardare questa serie perchè incuriosita dal fenomeno mediatico che aveva creato; negli episodi che narrano la vita di un gruppo di adolescenti delle scuole superiori, compare la figura del counsellor (che in questa rappresentazione io penso provenga da una formazione psicologica), che sostiene i ragazzi nelle decisioni e nei momenti difficili (anche se poi di fatto lui commette un gravissimo errore).

La serie TV che attualmente consta di due stagioni, entrambe tradotte in italiano, narra la storia di una ragazzina che per 13 ragioni decide di togliersi la vita. Ogni puntata è dedicata alla spiegazione di una ragione, che Hannah, la protagonista, ha sentito diventare, giorno dopo giorno, un carico insormontabile da gestire. 

Il il clima emotivo che pervade l'intera serie è generalmente cupo, triste, pesante. In qualche occasione ho fatto fatica a procedere con la visione delle puntate perchè mi faceva sentire "grigia",  la curiosità tuttavia ha avuto la meglio; mi interessava capire come, i produttori, volevano rappresentare la realtà del bullismo, tematica che affligge ormai da anni le nostre scuole, e che in alcune situazioni si è effettivamente rivelata drammatica. Sempre la curiosità mi ha spinto a guardare anche la seconda stagione, e una volta conclusa ne sono rimasta estremamente colpita ... per la brutalità dei comportamenti agiti da questi giovani adolescenti, azioni che si ripropongono in entrambe le serie. Il tono tendenzialmente depresso, greve e angosciante delle vicende, mi ha fatto pensare che se la realtà quotidiana fosse veramente e solo quella, allora sarebbe tutto uno schifo. Ho lavorato per anni nelle scuole superiori, e per quanto sia vero che esistono tematiche serie e gravi, posso dire con sollievo, che non ho mai trovato una situazione così drammatica e disastrosa, un gruppo così pregno di vissuti traumatici e traumatizzanti. Posso solo augurarmi che lo sfacelo rappresentato rimanga contestualizzato in una serie TV, e non diventi mai la realtà quotidiana dei ragazzi di oggi e di domani. Purtroppo, eventi  terribili esistono, sarebbe un grande traguardo riuscire a prevenirli ed eliminarli, ma francamente, la rappresentazione di "13 reasons why" mi sembra eccessiva, scoraggiante e avvilente.

Una serie TV che a mio parere lascia poco spazio alla fiducia in qualcosa di buono, cosa che invece i giovani dovrebbero coltivare e in cui credere per costruire un mondo migliore.

Non so se augurarvi buona visione questa volta ... mah, forse solo "visione".


lunedì 5 novembre 2018

I professionisti della psiche: IL COUNSELLOR




Sempre più spesso si sente parlare di nuove figure emergenti che a volte hanno nomi inglesi e di difficile interpretazione, per esempio: il COUNSELLOR o il COACH, di cui poi se ne possono distinguere un'infinità di tipologie: counsellor relazionale life coach, personal coach, smiling coach, career coach, business coach, ecc. 

Proviamo a fare un po' di chiarezza. 

Cos'è il counselling?
Il termine COUNSELLING compare negli U.S.A. in ambito psicoterapeutico attorno al 1940, grazie a grandi psicologi: Carl R. Rogers e Rollo May. Il COUNSELLING è uno strumento (un tipo di colloquio) volto a orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità e risorse del cliente, promuovere un atteggiamento attivo, propositivo e che stimoli le capacità di scelta. 

Chi è il counsellor?
E' un professionista che favorisce la ricerca di soluzioni a specifici problemi di natura non psicopatologica, aiuta a prendere decisioni, gestire crisi, migliorare relazioni, sviluppare risorse, promuovere e sviluppare la consapevolezza personale e comportamentale. 

Qual è la sua formazione?
Il counselling è uno strumento psicologico, quindi, a tutti gli effetti lo psicologo è un counsellor in quanto utilizza uno strumento proprio della sua professione. Tuttavia non è sempre così, infatti, a partire dagli anni ‘80, in Italia inizia a prendere piede una nuova figura : il COUNSELLOR appunto, e nuovi corsi di formazione che NON sono la laurea in psicologia.
Questi corsi sono generalmente articolati su tre anni (alcune scuole propongono un totale di 120 ore di lezione spalmate in tre anni di corso). La frequenza è, generalmente di 1 week end al mese più il tirocinio.
 
A chi si rivolgono questi corsi?
Testo tratto dal sito http://www.scuoladicounseling.org/destinatari/ in data 29/10/2018.
“La scuola è rivolta a tutti quelli che desiderano migliorare la propria capacità di comunicare con se stessi e con gli altri in tutti gli ambiti della vita, coloro che operano nell’ambito psico-socio-sanitario. Assistenti sociali – educatori – insegnanti – psicopedagogisti – formatori – consulenti – infermieri – animatori – leader – manager – selezionatori e formatori del personale – direttori e assistenti di comunità infantili – fisioterapisti – volontari – laureandi in scienze umanistiche e tutti gli operatori front-line in contatto con il pubblico.”

Quali sono i criteri di accesso a queste scuole?
Testo tratto dal sito http://www.sintema.info/la-scuola-di-counselling-professionale/formazione in data 29/10/2018. 
"titolo di studio corrispondente almeno alla licenza di scuola superiore, accompagnato da significative esperienze in campo sociale e educativo" e poi ovviamente titoli universitari.

Di cosa si occupa?
Testo tratto dal sitohttp://www.scuoladicounseling.org/professione-counselor/in data 29/10/2018. 
Il Counselor () potrà accompagnare il cliente nella scoperta delle proprie risorse al fine di affrontare, gestire e sciogliere i conflitti presentati. () Settori educativi e scolastici, sanitari e sociali, aziendali, carcerari e sportivi. () Adolescenti, () genitori e () famiglie o () insegnanti. () strutture sportive, centri benessere, ambiti sanitari e aziendali. 

Quali strumenti usa?
Il counsellor psicologo utilizza gli strumenti propri della sua professione, il counsellor non psicologo utilizza il colloquio.

Come verificare la sua identità?
Per lo svolgimento della professione non è richiesto un Esame di Stato che certifichi il possesso delle competenze e non esiste un registro/albo a carattere nazionale, ma differenti albi e registri a cui si può iscrivere in modo volontario.

La prossima settimana concluderemo il nostro percorso alla scoperta delle figure professionali nel mondo PSI, con la figura del coach.





lunedì 29 ottobre 2018

I professionisti della psiche: IL NEUROLOGO



Qual è la sua formazione?
La formazione del neurologo comincia con il conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia (durata 6 anni), l'abilitazione professionale (esame di Stato) e l'iscrizione all’Albo, (permette di esercitare la professione), e si conclude con una specializzazione in Neurologia, la scienza che studia le patologie del sistema nervoso centrale e periferico.

Di cosa si occupa?
Si occupa della diagnosi e della cura delle malattie del Sistema Nervoso, per esempio ictus, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, malattie neuromuscolari, epilessie, malattie cerebrovascolari, ecc.

Quali strumenti usa?
Nell'esercizio della propria professione, che può essere condotta a livello pubblico o privato, si avvale di esami medici, farmaci, e se necessario di interventi chirurgici.

Che differenza c'è tra lo psicologo psicoterapeuta e il neurologo?
Questi due professionisti hanno percorsi formativi differenti, utilizzano strumenti completamente diversi nella cura del paziente, e si occupano di patologie disuguali.

Come verificare la sua identità?
Per conoscere o per verificare l'identità di un professionista, è possibile far riferimento al sito: www.omceomi.it.




lunedì 1 ottobre 2018

Te lo spiego con un film: LO PSICHIATRA"


























A otto anni di distanza l'uno dall'altro, la vera storia di Sabina Spilrajn viene riportata sul grande schermo.
Tra Zurigo e Vienna si racconta la storia degli psichiatri Carl Gustav Jung e Sigmund Freud, e  della rottura del loro rapporto professionale a causa delle divergenti opinioni sul trattamento della giovane paziente schizofrenica di Jung, Sabina.
Vita professionale e vita privata si fondono in tutt'uno tra curante e paziente, l'etica passa in secondo piano ed emerge la passione: malata, pericolosa, travolgente.

Guarda il trailer: 
https://vimeo.com/61963656 
https://www.youtube.com/watch?v=ZuGG89AfP0k

Se sei interessato ad approfondire la vera storia dalla quale sono stati tratti i film, puoi fare riferimento al sito: https://www.jungitalia.it/2017/11/19/jung-freud-sabina-amore-psicoanalisi-spettacolo/

Buona visione!







lunedì 24 settembre 2018

I professionisti della psiche: LO PSICHIATRA"

Oggi parleremo di una figura professionale che praticamente tutti conoscono, se non personalmente, almeno per sentito dire: LO PSICHIATRA.



Qual è la sua formazione?
La formazione dello psichiatra comincia con il conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia (durata 6 anni), l'abilitazione professionale (esame di Stato) e l'iscrizione all’Albo, (permette di esercitare la professione), e si conclude con una specializzazione in Psichiatria (durata 4 o 5 anni a seconda della scuola di specializzazione scelta).
Su richiesta, pur non avendo frequentato una scuola di psicoterapia, egli può esercitare la psicoterapia in quanto la formazione psichiatrica abilita alla pratica psicoterapeutica. 

Di cosa si occupa?
Lo psichiatra opera in contesti di malattia mentale (es. disturbi di personalità, disturbi dell'umore, dipendenze, psicosi e schizofrenia, ecc), dalle forme più lievi a quelle più gravi, che spesso necessitano ricoveri clinici. Egli fa diagnosi, prescrive ed imposta una terapia farmacologica in quanto la malattia spesso è vista come un disequilibrio biochimico del Sistema Nervoso Centrale, utilizza, a sua discrezione, la psicoterapia.

Quali strumenti usa?
Come già accennato sopra, lavora prevalentemente prescrivendo farmaci, ai quali si associano spesso esami medici. Quando invece include l'uso della psicoterapia, agli strumenti sopra menzionati si aggiungono il colloquio e i test.

Che differenza c'è tra lo psicologo psicoterapeuta e lo psichiatra psicoterapeuta?
Entrambi utilizzano la psicoterapia come strumento di cura, ma le loro formazioni e di conseguenza la forma mentis è molto diversa: il primo arriva da una formazione psicologica ed utilizza la psicoterapia come unico metodo attraverso il quale curare, il secondo, essendo un medico fa ricorso a prescrizioni farmacologiche.
Spesso, per curare un paziente affetto da un disturbo grave, la complementarietà è la strada migliore: due teste pensano meglio di una, quattro occhi vedono meglio di due!

Come verificare la sua identità?
Per conoscere o per verificare l'identità di un professionista, è possibile far riferimento a due siti:
- www.psy.it, contiene i nominativi di tutti gli psicoterapeuti di formazione psicologica 
https://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public




lunedì 23 luglio 2018

Te lo spiego con un film: LO PSICOLOGO - PSICOTERAPEUTA"


"Lo sapevate che la malattia più diffusa la mondo è l'amore?"

Francesco è un analista (ovvero uno psicoterapeuta con approccio psicoanalitico) alla prese con i propri pazienti, le proprie figlie, e anche la propria vita sentimentale. Insomma ... una vita privata tutt'altro che tranquilla e senza difficoltà. Un film divertente che ritrae con un gusto dolce amaro le molteplici sfaccettature della vita reale che ogni famiglia sperimenta. 

Leggi la trama: https://it.wikipedia.org/wiki/Tutta_colpa_di_Freud
Guarda il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=lyPzk_2t8ik

Buona visione!





lunedì 16 luglio 2018

I professionisti della psiche: LO PSICOLOGO - PSICOTERAPEUTA


Qual è la sua formazione?
Come lo psicologo ha una laurea in psicologia (5 anni o 3+2; quando si consegue solo la laurea triennale non si è uno psicologo ma un dottore in scienze psicologiche, e il titolo non permette di esercitare la professione), dopo la formazione universitaria, oppure alla fine dei due percorsi di tre e due anni, ha fatto un tirocinio post-lauream, successivamente ha sostenuto l'esame di Stato per avere il permesso di esercitare la professione, pubblicamente o privatamente, è iscritto all'albo professionale. La differenza sostanziale tra questo professionista e lo psicologo e che lo psicoterapeuta ha conseguito anche la specializzazione frequentando una scuola di psicoterapia post lauream (attualmente della durata di almeno 4 anni. Ci sono scuole anche di 5). 

Il percorso formativo di specializzazione abbraccia uno o più specifici modelli della mente, del suo funzionamento, del comportamento e delle relazioni (ex: cognitivo, comportamentale, gestalt, sistemica, ecc.). Ciò significa che psicoterapeuti diversi potranno affrontare uno stesso problema approcciandolo in modo differente. Per esempio:
- la terapia della famiglia darà rilevanza ai rapporti interpersonali e sociali instaurati dal paziente;
- la terapia dinamica darà importanza alla relazione con il terapeuta per riattivare emozioni e comportamenti che il paziente ha, in passato, rivolto a figure per lui significative; 
- la terapia cognitivo-comportamentale presterà attenzione alle modificazioni di pensieri, emozioni e comportamenti del paziente;
- ecc.

Di cosa si occupa?
- si occupa di sofferenza psicologica, dalle forme lievi fino a quelle più gravi (ex: personalità borderline, depressione maggiore, psicosi, ecc..)
- cura il paziente attraverso la psicoterapia
- attua un intervento che agisce e modifica in profondità (tratti di personalità) il funzionamento psicologico

Quali strumenti usa?
- il colloquio 
- i test 
- tecniche proprie dell’indirizzo di psicoterapia intrapreso (ex: modello abc, colloquio con tutti i membri della famiglia, prescrizioni e paradossi).
Per dipingere un albero si possono usare i pastelli, i pennarelli, le tempere, lo stesso in psicoterapia, per raggiungere un obiettivo psicologico si possono percorrere molte strade diverse.

Che differenza c'è tra psicologo e psicoterapeuta?
Il confine nella pratica è molto sottile anche per gli “addetti ai lavori”, ma spesso è bene avere chiare alcune peculiarità. 
Lo psicologo si occupa di casi di sostegno, aiuto, diagnosi psicologica e counselling, quando fa diagnosi di psicopatologia grave invia ad un professionista che ha delle competenze maggiori per il trattamento di quei problemi. Lo psicoterapeuta infatti è abilitato al trattamento di casi “gravi”, egli cura la psicopatologia severa.

Come verificare la sua identità?
Per conoscere chi è un certo psicologo o per verificare che sia un professionista in possesso di tutti i requisiti per esercitare la professione, si può far ricorso a questo sito www.psy.it, che raccoglie le iscrizioni agli albi di tutte le regioni d'Italia.




lunedì 9 luglio 2018

Te lo spiego con un film: LO PSICOLOGO

Sono tanti i film in cui compare la figura dello psicologo, in quello che vi propongo qui, un bravissimo Robin Williams, che interpreta la parte dello psicologo, incontra un paziente "spinoso e recalcitrante", un vero "taglia-teste terapeutiche".




Instaurare una relazione terapeutica con Will non è semplice. E' svalutante, arrogante, prende in giro ... è francamente antipatico e fa di tutto per rendersi tale ed essere tenuto a distanza. Questo comportamento nasconde però una grande sofferenza, molto più grave di quello che Will permette di pensare o comprendere. Sarà attraverso la pazienza, l'accoglienza, ma soprattutto la capacità di non accettare la provocazione di Sean,  che si potrà costruire una sana e positiva relazione e fare breccia nel cuore ma anche nella testa geniale di questo ragazzo sofferente. 

Come andrà a finire? Scopritelo guardando il film.

Leggi la trama: https://www.mymovies.it/film/1997/willhunting/
Guarda il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=mjaL4-VpiaQ

Buona visione!



lunedì 2 luglio 2018

I professionisti della psiche: LO PSICOLOGO




Qual è la sua formazione?
Lo psicologo ha una laurea in psicologia (5 anni o 3+2; quando si consegue solo la laurea triennale non si è uno psicologo ma un dottore in scienze psicologiche, e il titolo non permette di esercitare la professione); dopo la formazione universitaria, oppure alla fine dei due percorsi di tre e due anni, deve aver fatto un tirocinio post-lauream; successivamente deve sostenere l'esame di Stato per avere i il permesso di esercitare, pubblicamente o privatamente, la professione; ultima tappa importante è l'iscrizione all'albo professionale.

Di cosa si occupa? 
- opera per favorire il benessere di individui/coppie/famiglie nei momenti di difficoltà (ex: lutto, arrivo secondo figlio, interventi sulla genitorialità, interventi specifici su una problematica evidenziata dal paziente – malattia, relazioni difficili ), dei gruppi (ex: incontri di gruppo per alcolisti, genitori di figli omosessuali, persone con disturbo da attacchi di panico);
- collabora con organismi sociali, comunità, forze dell'ordine, squadre sportive, tribunali, scuole, rsa  (ex: interventi in ambito aziendale, supervisione ad educatori, centri di accoglienza, reclutamento personale, supporto agli atleti, ecc..)
- si occupa di psicopatologia (disturbi della psiche) attraverso interventi di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e sostegno (ex: nei disturbi di ansia, disturbi dell’umore, dell’alimentazione, screening per i dsa, test di personalità, sessualità, ecc..);
- favorisce il cambiamento a livello psichico e/o comportamentale e potenzia le risorse (ex: migliorare la comunicazione interpersonale, favorire una più  positiva autostima, gestire la rabbia, ecc..);
- promuove una lettura più funzionale dei vissuti personali (ex: un bambino con un genitore svalutante può crescere costruendo il pensiero negativo di sé di non essere adeguato o di non valere abbastanza, convinzione negativa e disfunzionale che molto probabilmente lo accompagnerà nell'arco della propria vita. Grazie alla terapia quel paziente può riuscire ad attribuire un nuovo significato agli eventi vissuti nell'infanzia e quindi divenire consapevole di aver avuto un genitore incapace di fare il genitore, a causa probabilmente di propri vissuti personali, e poter credere di essere una persona meritevole e di valore).
- accompagna individui/coppie/famiglie nei momenti di difficoltà della vita quotidiana;
- interventi di prevenzione o informazione (ex: progetti su affettività e sessualità  nelle scuole, incontri divulgativi su uno specifico tema, ad esempio l'ansia, ecc);
- diagnosi (ha le competenze per identificare uno specifico disturbo della psiche - umore, dipendenza, ansia, disturbi della personalità - e proporre l'intervento più opportuno)
- riabilitazione e sostegno (ex: alcuni pazienti intraprendono un percorso strutturato e duraturo per giungere a modificazioni importanti del proprio funzionamento di personalità, altri invece beneficiano solamente di qualche incontro una tantum);
- sperimentazione, ricerca, didattica (ex: attività di studio e ricerca in Università, corsi di formazione rivolti a specifiche categorie di utenti).

Quali strumenti usa?
Nell'esercizio della professione lo psicologo usa il colloquio psicologico, strategie specifiche per per conoscere l’altro e il suo funzionamento psichico: come pensa, come istaura le proprie relazioni, come vive le emozioni, ecc. (ex: tecniche verbali o non verbali, grafiche, ecc.), test, questionari e scale valutative (non acquistabili da tutti), tecniche di rilassamento.

Come verificare la sua identità?
Uno psicologo per poter esercitare DEVE necessariamente essere iscritto ad un albo regionale professionale. Per verificare quindi che un professionista sia in possesso di tutti i requisiti si può far ricorso a questo sito www.psy.it, che raccoglie le iscrizioni agli albi di tutte le regioni d'Italia.