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lunedì 31 ottobre 2016

Cosa fare quando il figlio è solo dell’altro? Ovvero quando solo un partner è il genitore naturale?



Se consideriamo l’alto indice di incidenza delle separazioni, possiamo facilmente prevedere che molte persone si troveranno a ricostruire una coppia con un partner che ha avuto uno o più figli dalla precedente relazione. Tale fenomeno, che di primo acchito sembra riguardare solo i due membri della coppia nascente, in realtà riguarda anche le loro famiglie di origine, ovvero i nonni, gli zii ed eventuali altri figli; per ognuno di loro ci saranno nuove difficoltà da affrontare, nuove strategie da adottare, ma per brevità ne affronteremo solo alcune. Anche se ogni situazione è unica per particolarità, storia, motivazioni ecc., è possibile ritrovare degli aspetti comuni a molte.
Come affronterà, la nuova coppia, la comunicazione al bambino?:
-          Prima di presentare il/la nuova partner al figlio, occorre che la coppia sia sicura della propria relazione. Meglio evitare i fuochi di paglia, dove in breve tempo si vogliono bruciare le tappe senza sapere con adeguata certezza se si possa trattare di vera e solida storia. I bambini che si dovessero trovare di fronte a una nuova separazione potrebbero nuovamente vivere una situazione difficile, soffrirne ed assumere un atteggiamento aggressivo e difensivo nella prossima occasione. Molto meglio ponderare la decisione ed affrontarla gradualmente, senza imporre al bambino una presenza del partner costante e prolungata nella sua vita.
Quali paure o difficoltà ci saranno per il bambino?
-          La modalità di gestione della separazione, la sua comunicazione al bambino e il tipo di relazione tra i due ex- coniugi è determinante rispetto l’andamento della nuova ricostruzione familiare. Se i due genitori sono riusciti a risolvere la fine della relazione in modo rispettoso e pacifico, proteggendo il bambino e lasciandolo fuori da eventuali conflitti (purtroppo, nella maggior parte dei casi non avviene questo), per lui sarà più semplice instaurare un nuovo rapporto con il/la nuovo/a partner di mamma o papà. Per il piccolo, avere accanto più persone è un elemento positivo, in quanto potrà attingere a più modelli, più persone disposte a capire le sue difficoltà, più adulti pronti a dare affetto quando serve.
-          La ricostruzione di un nuovo nucleo familiare, per il bambino è la conferma definitiva che mamma e papà non torneranno più insieme, desiderio che molti figli covano in segreto per lungo tempo. Questo può portare alla creazione di gelosie, nei confronti del nuovo partner, che potrebbe esser visto come colui/colei che “sottrae” al bambino l’attenzione del proprio genitore.
-          Quando un genitore si ricostruisce una vita sentimentale, e l’altro no, il figlio tende a proteggere il genitore che resta solo. Se i conflitti tra gli ex coniugi, non sono stati risolti nel migliore dei modi si possono venire a creare situazioni veramente difficili, all’interno delle quali il bambino assume un atteggiamento rifiutante verso il/la nuovo arrivato. A questo proposito l’aiuto del genitore “single” è fondamentale per un buon esito della situazione; aiuto che deve essere maturo, sincero, tutelante nei confronti del figlio e non manipolatorio.
Come dovrà comportarsi il nuovo partner?
-          Il nuovo partner si dovrà confrontare con un bambino o un adolescente ormai abbastanza strutturato, un figlio che potrà esordire prima o poi con frasi quali “non sei mio padre/madre”, mettendo in luce la difficoltà del ruolo che tale situazione implica. Le questioni relative alla gestione dei figli, è meglio che vengano sempre gestite dai genitori naturali, eventualmente condivise con il nuovo partner, con il quale magari si condivide anche la casa, ma è bene una distinzione dei ruoli tra genitore e non genitore, se possibile, onde evitare litigi, incomprensioni, percezioni di usurpazione del ruolo genitoriale. Questo non significa che il nuovo compagno/a non debba sentirsi legittimato a dare regole all’interno della propria vita e della propria abitazione; occorre però mantenere distinte le due aree di competenza.
-          Accogliere il bambino per come è, con i suoi pregi e con i suoi difetti
-          Mostrargli che non si è lì per rubare niente a nessuno, ne l’affetto del genitore, ne il suo ruolo, al contrario essere disponibili a portare qualcosa in più all’interno della relazione: amore, confronto, sicurezza, empatia, risorse personali.


Dai figli non si divorzia: intervista a Anna Oliverio Ferraris - http://www.psicolinea.it/le-interviste/dai-figli-non-si-divorzia/