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lunedì 19 novembre 2018

“Ho bisogno di una mano, ma non so a chi rivolgermi: IL COACH


Sempre più spesso si sente parlare di nuove figure emergenti che a volte hanno nomi inglesi e di difficile interpretazione, per esempio: il COACH o il COUNSELLOR, di cui poi se ne possono distinguere un'infinità di tipologie: life coach, personal coach, smiling coach, career coach, business coach, counsellor relazionale ecc. 

Questa settimana ci occupiamo di quest'ultima figura; cerchiamo di fare un po' di chiarezza e conoscerla più da vicino.

Cos'è il coaching?
E' un rapporto tra coach e cliente con lo scopo di aiutare quest’ultimo ad ottenere risultati ottimali in ambito sia lavorativo che personale. Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita.

Chi è il coach?
E' colui che ti guida al raggiungimento dell'obiettivo.

Qual è la sua formazione?
Non esiste un percorso standard, ogni centro di formazione elabora i propri criteri di insegnamento e di conseguenza i propri tempi,per esempio:
- “Master 1° livello (48 ore) = 6 GIORNI, Master di 2° livello (80 ore) = 10 GIORNI” 
- “10 giornate di 8 ore (80 ore complessive di lezione in aula) con un intervallo tra loro di almeno 15 giorni per consentire l’esercitazione pratica e la riflessione attiva” 
- 10 h in almeno 3 mesi 
- durata 3 mesi per il corso e 4 per master e pro
- ecc..

A chi si rivolgono questi corsi e quali sono i criteri di accesso a queste scuole?
Anche in questo caso, non ci sono criteri precisi, per esempio:
Testo tratto dal sito http://www.corso-mental-coaching.it/master-in-coaching-2/
"Persone empatiche e disponibili, capaci di ascoltare gli altri e quindi naturalmente predisposte al coaching; motivate e determinate a rafforzare le loro capacità per poter aiutare efficacemente gli altri a migliorarsi"



Quali strumenti usa?
L'aiuto verbale nel definire i propri obiettivi e metodologie centrate sulla soluzione e orientate verso il risultato piuttosto che verso il problema.

Come verificare la sua identità?
Testo tratto, in data 07.11.2018  dal sito: http://www.scuoladicoaching.net/faq-domande-frequenti 
"Attualmente non esiste alcun Ordine o Albo professionale, non esistono esami, percorsi, master che possano certificare le competenze di Coaching. Le varie Associazioni nazionali e internazionali non garantiscono nessuna qualità e nessuna sicurezza sul mercato del lavoro. Coloro che utilizzano la nomenclatura “Master”, ad esempio, abusano di un titolo Universitario come leva commerciale. Invitiamo tutti a vigilare e a diffidare di coloro che utilizzano falsi riconoscimenti non comprovanti alcuna garanzia contenutistica e valore professionale."

Non esiste un Albo di categoria o un elenco, ma tanti siti diversi a cui potersi iscrivere.
Alla pagina  https://www.cnel.it/Comunicazione-e-Stampa/Attivit%C3%A0-del-CNEL/Altre-Banche-Dati/Professioni-non-regolamentate-Non-pi%C3%B9-alimentata/Associazioni-professionali-parere-del-CNEL del consiglio nazionale economia e lavoro è possibile trovare un elenco delle associazioni delle professioni non regolamentate.

Questo breve escursus alla scoperta delle figure professionali nel mondo PSI è quasi terminato, la prossima settimana una breve riflessione conclusiva.





lunedì 12 novembre 2018

“Ho bisogno di una mano, ma non so a chi rivolgermi: IL COUNSELLOR


Ho iniziato a guardare questa serie perchè incuriosita dal fenomeno mediatico che aveva creato; negli episodi che narrano la vita di un gruppo di adolescenti delle scuole superiori, compare la figura del counsellor (che in questa rappresentazione io penso provenga da una formazione psicologica), che sostiene i ragazzi nelle decisioni e nei momenti difficili (anche se poi di fatto lui commette un gravissimo errore).

La serie TV che attualmente consta di due stagioni, entrambe tradotte in italiano, narra la storia di una ragazzina che per 13 ragioni decide di togliersi la vita. Ogni puntata è dedicata alla spiegazione di una ragione, che Hannah, la protagonista, ha sentito diventare, giorno dopo giorno, un carico insormontabile da gestire. 

Il il clima emotivo che pervade l'intera serie è generalmente cupo, triste, pesante. In qualche occasione ho fatto fatica a procedere con la visione delle puntate perchè mi faceva sentire "grigia",  la curiosità tuttavia ha avuto la meglio; mi interessava capire come, i produttori, volevano rappresentare la realtà del bullismo, tematica che affligge ormai da anni le nostre scuole, e che in alcune situazioni si è effettivamente rivelata drammatica. Sempre la curiosità mi ha spinto a guardare anche la seconda stagione, e una volta conclusa ne sono rimasta estremamente colpita ... per la brutalità dei comportamenti agiti da questi giovani adolescenti, azioni che si ripropongono in entrambe le serie. Il tono tendenzialmente depresso, greve e angosciante delle vicende, mi ha fatto pensare che se la realtà quotidiana fosse veramente e solo quella, allora sarebbe tutto uno schifo. Ho lavorato per anni nelle scuole superiori, e per quanto sia vero che esistono tematiche serie e gravi, posso dire con sollievo, che non ho mai trovato una situazione così drammatica e disastrosa, un gruppo così pregno di vissuti traumatici e traumatizzanti. Posso solo augurarmi che lo sfacelo rappresentato rimanga contestualizzato in una serie TV, e non diventi mai la realtà quotidiana dei ragazzi di oggi e di domani. Purtroppo, eventi  terribili esistono, sarebbe un grande traguardo riuscire a prevenirli ed eliminarli, ma francamente, la rappresentazione di "13 reasons why" mi sembra eccessiva, scoraggiante e avvilente.

Una serie TV che a mio parere lascia poco spazio alla fiducia in qualcosa di buono, cosa che invece i giovani dovrebbero coltivare e in cui credere per costruire un mondo migliore.

Non so se augurarvi buona visione questa volta ... mah, forse solo "visione".


lunedì 5 novembre 2018

“Ho bisogno di una mano, ma non so a chi rivolgermi: IL COUNSELLOR




Sempre più spesso si sente parlare di nuove figure emergenti che a volte hanno nomi inglesi e di difficile interpretazione, per esempio: il COUNSELLOR o il COACH, di cui poi se ne possono distinguere un'infinità di tipologie: counsellor relazionale life coach, personal coach, smiling coach, career coach, business coach, ecc. 

Proviamo a fare un po' di chiarezza. 

Cos'è il counselling?
Il termine COUNSELLING compare negli U.S.A. in ambito psicoterapeutico attorno al 1940, grazie a grandi psicologi: Carl R. Rogers e Rollo May. Il COUNSELLING è uno strumento (un tipo di colloquio) volto a orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità e risorse del cliente, promuovere un atteggiamento attivo, propositivo e che stimoli le capacità di scelta. 

Chi è il counsellor?
E' un professionista che favorisce la ricerca di soluzioni a specifici problemi di natura non psicopatologica, aiuta a prendere decisioni, gestire crisi, migliorare relazioni, sviluppare risorse, promuovere e sviluppare la consapevolezza personale e comportamentale. 

Qual è la sua formazione?
Il counselling è uno strumento psicologico, quindi, a tutti gli effetti lo psicologo è un counsellor in quanto utilizza uno strumento proprio della sua professione. Tuttavia non è sempre così, infatti, a partire dagli anni ‘80, in Italia inizia a prendere piede una nuova figura : il COUNSELLOR appunto, e nuovi corsi di formazione che NON sono la laurea in psicologia.
Questi corsi sono generalmente articolati su tre anni (alcune scuole propongono un totale di 120 ore di lezione spalmate in tre anni di corso). La frequenza è, generalmente di 1 week end al mese più il tirocinio.
 
A chi si rivolgono questi corsi?
Testo tratto dal sito http://www.scuoladicounseling.org/destinatari/ in data 29/10/2018.
“La scuola è rivolta a tutti quelli che desiderano migliorare la propria capacità di comunicare con se stessi e con gli altri in tutti gli ambiti della vita, coloro che operano nell’ambito psico-socio-sanitario. Assistenti sociali – educatori – insegnanti – psicopedagogisti – formatori – consulenti – infermieri – animatori – leader – manager – selezionatori e formatori del personale – direttori e assistenti di comunità infantili – fisioterapisti – volontari – laureandi in scienze umanistiche e tutti gli operatori front-line in contatto con il pubblico.”

Quali sono i criteri di accesso a queste scuole?
Testo tratto dal sito http://www.sintema.info/la-scuola-di-counselling-professionale/formazione in data 29/10/2018. 
"titolo di studio corrispondente almeno alla licenza di scuola superiore, accompagnato da significative esperienze in campo sociale e educativo" e poi ovviamente titoli universitari.

Di cosa si occupa?
Testo tratto dal sitohttp://www.scuoladicounseling.org/professione-counselor/in data 29/10/2018. 
Il Counselor () potrà accompagnare il cliente nella scoperta delle proprie risorse al fine di affrontare, gestire e sciogliere i conflitti presentati. () Settori educativi e scolastici, sanitari e sociali, aziendali, carcerari e sportivi. () Adolescenti, () genitori e () famiglie o () insegnanti. () strutture sportive, centri benessere, ambiti sanitari e aziendali. 

Quali strumenti usa?
Il counsellor psicologo utilizza gli strumenti propri della sua professione, il counsellor non psicologo utilizza il colloquio.

Come verificare la sua identità?
Per lo svolgimento della professione non è richiesto un Esame di Stato che certifichi il possesso delle competenze e non esiste un registro/albo a carattere nazionale, ma differenti albi e registri a cui si può iscrivere in modo volontario.

La prossima settimana concluderemo il nostro percorso alla scoperta delle figure professionali nel mondo PSI, con la figura del coach.





lunedì 29 ottobre 2018

“Ho bisogno di una mano, ma non so a chi rivolgermi: IL NEUROLOGO



Qual è la sua formazione?
La formazione del neurologo comincia con il conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia (durata 6 anni), l'abilitazione professionale (esame di Stato) e l'iscrizione all’Albo, (permette di esercitare la professione), e si conclude con una specializzazione in Neurologia, la scienza che studia le patologie del sistema nervoso centrale e periferico.

Di cosa si occupa?
Si occupa della diagnosi e della cura delle malattie del Sistema Nervoso, per esempio ictus, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, malattie neuromuscolari, epilessie, malattie cerebrovascolari, ecc.

Quali strumenti usa?
Nell'esercizio della propria professione, che può essere condotta a livello pubblico o privato, si avvale di esami medici, farmaci, e se necessario di interventi chirurgici.

Che differenza c'è tra lo psicologo psicoterapeuta e il neurologo?
Questi due professionisti hanno percorsi formativi differenti, utilizzano strumenti completamente diversi nella cura del paziente, e si occupano di patologie disuguali.

Come verificare la sua identità?
Per conoscere o per verificare l'identità di un professionista, è possibile far riferimento al sito: www.omceomi.it.

Il prossimo appuntamento è con le nuove professioni.