CERCA NEL BLOG:

lunedì 12 novembre 2018

“Ho bisogno di una mano, ma non so a chi rivolgermi: IL COUNSELLOR


Ho iniziato a guardare questa serie perchè incuriosita dal fenomeno mediatico che aveva creato; negli episodi che narrano la vita di un gruppo di adolescenti delle scuole superiori, compare la figura del counsellor (che in questa rappresentazione io penso provenga da una formazione psicologica), che sostiene i ragazzi nelle decisioni e nei momenti difficili (anche se poi di fatto lui commette un gravissimo errore).

La serie TV che attualmente consta di due stagioni, entrambe tradotte in italiano, narra la storia di una ragazzina che per 13 ragioni decide di togliersi la vita. Ogni puntata è dedicata alla spiegazione di una ragione, che Hannah, la protagonista, ha sentito diventare, giorno dopo giorno, un carico insormontabile da gestire. 

Il il clima emotivo che pervade l'intera serie è generalmente cupo, triste, pesante. In qualche occasione ho fatto fatica a procedere con la visione delle puntate perchè mi faceva sentire "grigia",  la curiosità tuttavia ha avuto la meglio; mi interessava capire come, i produttori, volevano rappresentare la realtà del bullismo, tematica che affligge ormai da anni le nostre scuole, e che in alcune situazioni si è effettivamente rivelata drammatica. Sempre la curiosità mi ha spinto a guardare anche la seconda stagione, e una volta conclusa ne sono rimasta estremamente colpita ... per la brutalità dei comportamenti agiti da questi giovani adolescenti, azioni che si ripropongono in entrambe le serie. Il tono tendenzialmente depresso, greve e angosciante delle vicende, mi ha fatto pensare che se la realtà quotidiana fosse veramente e solo quella, allora sarebbe tutto uno schifo. Ho lavorato per anni nelle scuole superiori, e per quanto sia vero che esistono tematiche serie e gravi, posso dire con sollievo, che non ho mai trovato una situazione così drammatica e disastrosa, un gruppo così pregno di vissuti traumatici e traumatizzanti. Posso solo augurarmi che lo sfacelo rappresentato rimanga contestualizzato in una serie TV, e non diventi mai la realtà quotidiana dei ragazzi di oggi e di domani. Purtroppo, eventi  terribili esistono, sarebbe un grande traguardo riuscire a prevenirli ed eliminarli, ma francamente, la rappresentazione di "13 reasons why" mi sembra eccessiva, scoraggiante e avvilente.

Una serie TV che a mio parere lascia poco spazio alla fiducia in qualcosa di buono, cosa che invece i giovani dovrebbero coltivare e in cui credere per costruire un mondo migliore.

Non so se augurarvi buona visione questa volta ... mah, forse solo "visione".