CERCA NEL BLOG:

COME POSSO AIUTARTI


Prima di fare qualsiasi ipotesi di intervento, per me è fondamentale:

CAPIRE SE IO SONO IL PROFESSIONISTA CHE TI SERVE: ti sei rivolto alla persona giusta? Sono il professionista che ti può essere d’aiuto in questo momento? E’ possibile capirlo con una telefonata di pochi minuti.

CONOSCERCI E RENDERCI CONTO SE CI SENTIAMO BENE INSIEME: I primi incontri (uno o due)servono proprio per avere una prima impressione di chi ci si trova di fronte e di ciò che può offrire professionalmente. Come mi sento con questa persona? Com’è la qualità del tempo che trascorriamo insieme? Per fare un buon lavoro, anche solo della durata di un colloquio, psicologo e paziente devono sentire che insieme stanno bene.

E poi, come posso esserti d’aiuto? I modi sono davvero tanti e diversi tra loro, è importante trovare quello più adatto alle tue esigenze e alla richiesta che poni. Lo scopo di qualunque intervento psicologico è trovare risposte soddisfacenti alle tue domande o difficoltà. 

Quindi, cosa posso fare per aiutarti?

1) UN COLLOQUIO SOLO … A VOLTE BASTA: non sempre occorre iniziare una terapia o un percorso, qualche volta per chiarirsi le idee su una specifica situazione o quesito, un solo colloquio può essere sufficiente.

2) COUNSELLING PSICOLOGICO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE: La consulenza o counselling psicologico è un intervento che ha lo scopo di comprendere, definire, chiarire il problema che porti e giungere ad una possibile soluzione. L’intervento di consulenza può essere richiesto da una singola persona, dalla coppia, dalla famiglia, da un gruppo o da un’azienda.
Durante i primi colloqui (chiamati assesment) si raccolgono informazioni generali, sia attraverso il colloquio verbale che l’utilizzo di test, che permettono di inquadrare la situazione (ex: dati riguardo la storia del disturbo presentato, la famiglia attuale e di origine, il lavoro, l’ambito sociale, i comportamenti, i modi di pensare, le abitudini, la salute, le relazioni con le altre persone, eventuali sintomi manifestati e il loro esordio). Successivamente a questi incontri iniziali, ci sarà una restituzione e condivisione di quanto emerso: qual è il problema, come si può affrontare e i passi da compiere. Insieme decideremo se vogliamo affrontare questo percorso, che solitamente si caratterizza per essere di breve durata. La frequenza degli incontri e l’impegno da te investito, saranno determinanti nel definire quanto breve debba essere il counselling. Ci sono pazienti che in due mesi hanno risolto difficoltà piuttosto importanti, altri che necessitano tempi più lunghi.
Il counselling cognitivo-comportamentale si basa sulla teoria secondo la quale il disturbo psicologico è causato da distorsioni ed errori di pensiero che generano convinzioni errate e di conseguenza comportamenti disadattivi, mantenuti ed alimentati in un circolo senza fine. L’intervento agisce sulla modificazione di tali pensieri e comportamenti distorti ed auto danneggianti, e sulla rimodulazione di emozioni eccessivamente intense.
Scopo del counselling è favorire l'autonomia decisionale attraverso una visione più realistica di sé e del contesto nel quale vivi, per giungere ad una migliore qualità della vita e del proprio benessere personale.

3) SOSTEGNO PSICOLOGICO: Il sostegno psicologico si differenzia dal percorso di consulenza per la frequenza degli incontri e gli obiettivi che ti poni. Gli incontri, in questo caso, sono fissati in base alle tue personali necessità, potrai contattarmi a distanza di mesi o settimane per uno o più incontri occasionali senza l’accordo di intraprendere un percorso lineare. Solitamente il sostegno è finalizzato alla condivisione di episodi di vita o decisioni, e confronto con il punto di vista di una persona esterna al tuo ambito di vita.

4) DIAGNOSI PSICOLOGICA O PSICODIAGNOSI: dal greco dià (attraverso) gnosis (conoscenza), la diagnosi è un processo centrato sulla conoscenza profonda dell’individuo, volto a comprendere, raccogliere, analizzare ed integrare informazioni per descrivere e nominare il problema manifestato.
Gli strumenti utilizzati per una corretta comprensione sono l’osservazione, il colloquio clinico e i test psicologici (che permettono di raccogliere in breve tempo una gran quantità di dati riguardanti la storia di vita del paziente e del problema riportato). Le informazioni cliniche, socio-relazionali, culturali, comportamentali, cognitive ed emotive saranno integrate tra loro in modo da ricostruire un quadro chiaro degli aspetti disfunzionali, delle parti sane e delle risorse utilizzabili durante il percorso terapeutico.
Inquadrare a livello nosografico un disturbo mi permette di usare un linguaggio noto e condiviso da altri specialisti che, a diverso titolo, si prendono cura della stessa persona.
E’ da precisare che non è sempre necessario fare una diagnosi, in quanto la maggior parte delle problematiche non sono così importanti da essere considerate vere e proprie  patologie.

5) LA CONSULENZA SISTEMICO FAMILIARE ALL’INDIVIDUO, ALLA COPPIA, ALLA FAMIGLIA: parte dal presupposto che l'individuo è parte di un sistema composto da più persone: la famiglia. In ogni famiglia, le interazioni tra i suoi membri, determinano una reciproca influenza e modulazione di pensieri, emozioni e comportamenti. Questa reciprocità a volte favorisce la strutturazione di un problema psicologico, ma più spesso è molto importante perché aiuta la sua comprensione, risoluzione o stemperamento. Nella terapia sistemico familiare l'attenzione al sistema nel quale sei inserito è fondamentale e presupposto di ogni intervento condotto sull’individuo, sulla coppia e sulla famiglia.